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Charter nautico In Croazia - Dalmazia fino a Dubrovnik Dove vuoi navigare?
Croazia - da Zara a Dubrovnik

Una perfetta combinazione di baie solitarie, villaggi storici, acque azzurre e ottima gastronomia, la Croazia offre anche la migliore organizzazione charteristica al mondo.
Quando: Maggio a Ottobre
Itinerario suggerito: Sebenico (o porti limitrofi)- Krka (Skardin) - Kornat - Telascika - Smokvica - Maslinica - Hvar - Lastovo - Mljet - Korcula - Vis - Sebenico
Miglia (approx) : 230 – 290 miglia
Difficiltà: bassa

 
La nostra flotta

Selezione proposte 2010
. Swan 53 - Spalato;
. Hanse 540 - Sebenico;
. Lagoon 440 - Spalato
. Grand Soleil 50 - Sebenico
. Sun Odyssey 49 - Lussino

Basi: Spalato, Sebenico, Trogir, Lussino, Rovigno, Biograd e Zadar

Scarica il listino PDF document per scoprire la flotta completa di Grand Soleil, Sun Odyssey, Bavaria, Lagoon e Hanse.


Accorgimenti pratici. Fate la spesa sulla terraferma: poco o nulla si potrà trovare tra le isole, il negozietto dell’unico marina del parco nazionale ha un’offerta che avrebbe fatto ridere persino ai tempi del razionamento, i rari pescatori hanno contratti in esclusiva con i pochi ristoranti e l’unica imbarcazione che vi avvicinerà non offrirà altro che il biglietto del parco nazionale in cambio di 10 euro a testa al dì… Da notare che gli addetti a quest’ultima attività sono particolarmente brillanti e solerti. La Dalmazia vive di turismo, e si vede. Inoltre, per quanto anche un perfetto ignorante di pastorizia posa notare che queste isole sono il paradiso per il genere caprino, trovare un cosciotto d’agnello è un’impresa che riesce solo nelle grandi città o nella macelleria di Hvar. Peraltro, se vi piacciono gli agnelli che sanno poco d’agnello, andate in Scozia…
Meteorologia: navigate con la radio accesa sempre sul canale 16 per gli avvisi di maltempo. Assicuratevi di avere a bordo due cime lunghe abbastanza per ormeggiarvi a terra. Assicuratevi sempre che l'ancora abbia fatto buona presa. Se sulle isole ci sono pochi alberi, anzi direi nessuno, non è solo merito delle capre che un tempo salassavano il sottile suolo delle isole, ma anche del vento che soffia da maestro, tramontana e greco con autorevole persistenza, per quanto non frequentemente in estate. La geografia delle isole aiuta e vi sono innumerevoli alternative di ancoraggio, ma tenere sempre ben presente che: i fondali sono quasi sempre una fitta foresta di alghe dove la maggior parte delle ancore (danforth e delta in particolare) scivolano felici. Se c’è tanto vento portate le cime a terra e lasciate a queste il compito di difendersi dal vento. RICHIEDETE UN SET DI CIME A TERRA AL MOMENTO DEL CHECK IN!!!!. Inoltre non aspettatevi che tanta generosità geografica e collinosa ondulazione geologica finisca a 4 metri sotto il livello del mare con un bel fondo di sabbia… le onde di roccià, perché proprio a questo l’arcipelago assomiglia, continua sott’acqua con la consueta abbondanza di pietre e inclinazione perversa, quindi assicuratevi di avere tanta catena (perché vi capiterà di dar fondo in oltre venti metri) e una cima per allungarla ulteriormente a portata di mano. In ogni caso, se volete dormire sempre sonni tranquilli, ancora verso il sottovento e due belle cime a terra: tanto lavoro (e ricci e pietre aguzze…) che non rimpiangerete di notte se il vento ululà (e castello ululì…). I balcani sono grandi e rocciosi, quindi facilitano la formazione di piacevoli brezze tra l’una e le 6 del pomeriggio. Se qualcuno vi ha detto che l’acqua da quella parte dell’adriatico è più fresca, non credetegli.
Marina: solo un paio di marina in e vicino alle incoronate: Piskera (carino) e Zut (non visitato). Armstrong Global è comunque contraria ai marina, come sapete, specie ai costi odierni (60 euro in Croazia per 45 piedi).
Acqua e gasolio: spesso quei volponi dei marina passano mancette sottobanco ai distributori di gasolio perché si perdano le chiavi dell’acqua, e il marina non lascia attraccare solo per rifornimento liquidi. Eggià, pensavamo di essere furbi solo noi italiani? Quindi rispondiamo con adeguata prontezza: mancette, avvicinarsi ai pontili dei marina prima che arrivino gli addetti la mattina presto e attaccarsi alla manichetta, preferire posti poco affollati e non illudersi di poter attraccare in piazza a Hvar a ferragosto, fare acqua e la spesa e poi partire.
Prezzi: a metà strada tra Rimini e Porto Cervo. Sono già pronti all’ingresso nella CE
Varie: le carte di credito sono considerate alla stessa stregua dei biglietti da visita e i bankomat non ci sono nell’arcipelago. Quindi fornitevi di liquidi in abbondanza. Ogni giorno nel parco sono 10 euro e ogni cena fuori sono 50… a testa. Beato che c’è stato nel dopo-tito, con il parco gratis e l’aragosta poco più cara della birra. A proposito di birra, le locali sono ottime (Ozuisko e Lasko in testa). Le sane e oneste bottiglie da un litro di vino locale il più delle volte non deludono, ma tanto ormai vi sarete accorti che il vino è uguale o quasi dappertutto, in estate ( a meno che non scegliate una crociera di degustazione Armstrong Global…), e col caldo che fa meglio privilegiare la quantità che la qualità. Come sempre, a beneficio dei nostri clienti, siamo stati costretti a ingerirne quantità norevoli per scoprire se fanno venire il mal di testa di mattina. Il risultato è stato come sempre ambiguo: ma un tutto dell’acqua aiuta.

Per i ristoranti, estratto dalla pagina del Gambero Blu:
Isola di Solta - Maslinica: Ristorante 'Conte Alberti'
Isola di Kornat: il ristorante sulla baia di Opat, la cala piu a sud dell'isola Kornat
Lastovo, baia Zlakoplatica (costa nord)- Ristorante Triton
Coop. Pescatori (molo coperto) - Muggia (TS) +39 040 275331
Fora per Fora via Diaz 9  - Trieste       +39 040 9197873
Enoteca Marino, prossimità piazza Unità - Trieste
Sidro - Lussin Grande - Porto Vecchio
Rovigno - ristorante 'Da Gianni'
Bepi - Novigrad (Cittanova)
Pirano (Slovenia) - 'Fontane'

Destinazioni
Primo itinerario di una settimana: natura e selvaggia nelle Incoronate. Splendide baie, panorami unici e nessuna discoteca. Facilmente raggiungibili attraversando le protette acque dei canali tra le varie isole dai porti di Zara, Murter, Sebenico, Biograd e altri, l’isola di Kornat e le sue gemme circostanti offrono un paesaggio unico nel Mediterraneo e meritano una crociera settimanale.

Kornat, scegliere, ovviamente, la costa ovest: testato e approvato con ottimi voti, speciè per il patè di pesce, il ristorante di Opat (estremità sud di Kornat), che comunque vi alleggerirà di cinquanta sacchi a testa. Tra l’altro è un bellissimo ancoraggio e una passeggiata porta sul colle che conclude la corsa dell’isola al di fuori dell’acqua. Le sette o otto baie risalendo la costa ovest sono tutte notevoli e con il solito paesaggio lunare verso est. Il ristorante di Vrulje è stato massacrato dalle critiche. Lopatica è molto carino e finalmente si trova qualcuno che cucina il montone che, come volevasi dimostrare, pascola entusiasta la brulla isola. Difficile, in ogni caso, trovare una brutta baia… ognuno si scelga quella che preferisce.

Smokfica: quest’isoletta a sud di kornat è davvero bellissima, specie l’ancoraggio a sud dell’estremità nordovest, che lascia l’impressione di essere in un lago alpino. Per la cronaca, una smokvica (pr. Smocviza), è una fighetta, inteso, ovviamente, come il frutto.

Lavsa: è uno degli scali più protetti e famosi dell’archipelago. Poco spazio e profondità all’interno per la barca che usavamo (Grand Soleil 50, che raccomandiamo per la sua velocità e comfort).

Piskera: unico marina dellarchipelago. Un po’ scrauso, ma l’area intorno è notevole:

Passaggio all’esterno. Vale certamente la pena veleggiare almeno in una direzione vicino alla costa ovest delle isole che formano l’archielago. Rocce a picco sul mare, strapiombi spettacolari, rovine antiche come perdute sulle scogliere, fari severi e acqua trasparente.

Parco nazinale di Telascica: subito a nord dell’isola di Kornat inizia l’isola Lunga (Dugi Otok), dalla quale è separata da due stretti passaggi, il più sicuro dei quali è quello più a nord (Mala Proversa) con oltre 4 metri d’acqua. La baia di Telascica è un parco nazionale indipendente e meno caro (7 euro pp), con acque protette e calme, piacevoli brezze, zone di boschi e pini, un lago (Mir) e diverse possibilità di ancoraggio. Mentre la più famosa di queste e la baia presso in lago, a ovest, che si ragginge con una breve passeggiata, a noi è piaciuta molto una piccola ma profonda insenatura circa un miglio a nordest dell’entrata, chiamata Cuska Duboca. Bisogna portare le cime a terra perché non c’è spazio per il brandeggio, ma la calma è totale, anche se la baia è orientata nel senso della bora e priva di alberi, ad indicare che con questo vento non sia una scelta sagga

Krka: il lungo estuario del fiume Krka, che inizia a Sebenico, si abbina naturalmente con l’itinerario di una settimana Kornat-Dugi Otok. Personalmente, a parte il fascino di poter navigare per ore all’interno di un lungo fiordo di bianche pareti calcaree e selvagge, ci aspettavamo qualcosa di più. Indiscusso il piacere di nuotare in acqua fredda e dolce a Skradin, che è davvero un paesino carino con raccomandate offerte culinarie, ma le cascate all’interno del carissimo parco nazionale sono a nostro giudizio un po’ sopravvalutate, ma comunque d'obbligo.

 

Secondo itinerario: meno selvaggio, cittadine, ristoranti, storia e discoteche

Hvar: la cittadina più famosa di tutta la costa, situata nell’amglo sudovest della lunga isola omonima, non tradisce le aspettative. La piazza sul porto, le piccole vie, le case di altri tempi e l’incessante viavai di barche e panfili ne fanno la Saint Tropez dell’Adriatico. Locali, bars e il mitico Carpe Diem per chi vuol far tardi. Ammettiamolo però, lo stile di Sant Tropez è tutta un’altra cosa. E’ fortemente consigliato di non usare il porto di Hvar né ancorare di fronte, quanto piuttosto usare il marina sull’Isola di fronte (Palmezana - ACI) e recarsi in città con il traghettino. Il marina è tranquillo, in una bellissima baia e con acque limpide. Inoltre, last but not least, proprio sopra il marina c’è il mitico ristorante ‘Meneghello’ dove davvero si mangia alla grande. Provate la specialità locale, la Gregada di Lesina, l’equivalente locale del caciucco o della bouillabaisse…

Milna: ingiustamente snobbata a causa della sua posizione in fondo a una baietta forse troppo calda, ancorare nella baietta di Milna, sull’isola di Brac, circondati da perfette case Veneziane con le finestre verdi e i blocchi di pietra al posto dei mattoni, nella quiete totale dell’ancoraggio più cittadino della zona, è una splendida esperienza. Se proprio fa caldo ancorate un paio di miglia più a ovest, proteti a sudovest in un paio di baiette. Gasolio e acqua al distributore (mancetta per avere l’acqua), Marina ACI.

Maslinica: questo piccolo villaggio insediato nell’estremità ovest dell’isola di Solta, ha una particolarità: un vero e proprio castello, restaurato di recente da un magnate tedesco (pare sia il tizio che ha inventato il roaming) e fornito di ottimo ristorante. Il villaggio è davvero carino, l’ancoraggio da tempo buono aperto a ovest e profondo sul serio.

Lastovo: è l’isola preferita dagli skipper locali, e una ragione ci sarà… il numero delle baie intorno a quest’isola è notevole, tutte belle e diverse tra di loro, inoltre l’acqua è la migliore dell’adriatico (così dicono). Purtroppo manca un bel villaggio di stile, essendo le costruzioni intorno alla costa abbastanza recenti. Nella piccola baia a nord dell’isola, la baia Zlakoplatica, il ristorante ‘Triton’, raccomandatissimo, offre ormeggio gratuito ai clienti. La baia è la più protetta dell’isola.

Mljet: personalmente è l’isola che ci è piaciuta di più dal punto di vista naturalistico. Merita un periplo completo. Per intanto segnaliamo Polace, dove ognuno potrà trovare il proprio ancoraggio preferito nel dedalo di isolette (se non avete 80 metri di catena date fondo a sinistra entrando dall’ingresso di ponente, 7 metri) e la baietta a forma di ferro di cavallo che si incastona nell’estremità ovest dell’isola. L’ingresso può apparire basso e dalle carte non si capisce, ma a centro canale di sono 3,9 metri minimo, quindi entrate tranquilli. Peccato sia esposta a ovest. All’estremità sudest di Mliet vi sono le prime spiagge di sabbia.

Scedro: totalmente selvaggia, offre due splendide baie nell’angolo sudest, circondate da ricca vegetazione e con acque cristalline. Ottima fermata lontano dalla pazza folla.

Vis: non visitata personalmente, ma ci hanno altamente raccomandato Komiza, villaggio di pescatori sulla costa ovest e l’isola di fronte, Bisevo, con le sue grotte blu a Mezupora.

Korcula: annoverata tra le più belle cittadine dell'Adriatico, non tradisce le aspettative. Solo che ci vanno davvero in tanti. Il marina è affollatissimo e soffre dell'assalto serale dei caicchi. Personalmente consigliamo una visita durante il giorno e poi passare una serata tranquilla in un ancoraggio ben protetto 6 miglia ad ovest. Se invece cercate la vita notturna, è consigliabile arrivare presto per trovare un posto protetto in marina, visto che i posti esterni sono aperti all'intenso traffico.

 
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