Il salone di Londra, che già si fa notare piu' per il prezzo di ingresso che per il numero delle barche e degli espositori, inizia con una giornata dedicata a stampa, ma aperta al pubblico, in cui si poteva tranquillamente pattinare con i rollerblade bendati senza grossi rischi di colpire qualcuno, a parte nei pressi degli sporadici stand ad aperitivo gratis. I brokers riportano una stabilità negli affari, ma solo perchè la sterlina debole fa si che i francesi attraversino la manica per fare ottimi affari... Questo è decisamente il momento per comprare una bella barca usata!
Tempi di crisi ma qualcosa si muove nel mondo della nautica... Basti pensare che il cantiere Bavaria ha finalmente realizzato che gli interni non devono necessariamente assomigliare a una esposizione di arte funeraria con quelle plastiche lucide finte radica, ma presenta ora un interno di stile e sobrietà, e che finalmente è possibile trovare una barca in cui puoi dormire nelle cabine di poppa senza sentirti in un loculo... Inoltre è innegabile che i prezzi siano scesi mediamente del 15% negli ultimi 18 mesi, grazie, secondo i responsabili della Beneteau, a un ulteriore passo in avanti delle tecniche di costruzione, specie negli abbinamenti di carena e tuga. Tale aumento dell'efficienza consente a cantieri come X-Yachts di produrre una meraviglia (con lavapiatti e lavastoviglie) come l'X45c a prezzi accessibili. Peccato che non sia disponibile per il charter...
Elan, Sweden Yachts e Dufour, presenti lo scorso anno, hanno dato forfait.

La nostra barca preferita, l'X45c
Bavaria: veniamo alle barche che interessano chi ha saggiamente scelto di noleggiare la barca invece di acquistarla iniziando da Bavaria. Il megacantiere tedesco presenta il nuovo 43 piedi che finalmente offre degli interni paragonabili come stile a quelli dei cantieri francesi, stile che lentamente sarà trasportato su tutti i modelli. Abbiamo già piu volte avuto modo di sottolineare che i Bavaria non sono barche entusiasmanti da timonare ma che sono estremamente posizionate nel rapporto prezzo/affidabilità/qualità di costruzione. Le pecche principali stavano secondo noi nello stile degli interni e nella timoneria. I primi ti fanno venir voglia di star sempre fuori, con quella lucidità radicata che è stata progettata da un ingegnere tedesco con le coliche. Stare al timone invece offre le sensazioni di un vecchio trattore Same. Quest'ultimo problema probabilmente non sarà stato risolto, ma sugli interni i passi sono stati da gigante. Legni satinati chiari, angoli retti cosi chi deve dormire in dinette non si sveglia il mattino pensando di essere una banana. Anzi, dall'immagine che segue pare che invece la dinette sia il miglior posto dove dormire!
L'esterno della barca è rimasto identico, ideale per coloro a cui piace la Focus o la Passat, senza infamia e senza lodo, ma funzionale. Per il resto rimandiamo il lettore alla nostra prova.
Beneteau. Confermiamo l'impressione avuta l'anno passato. Beneteau è un cantiere che continua a crescere, ricercare e svilupparsi. E a ricercare l'efficienza. Uniamo al nostro giudizio le prove dei nostri skipper e dei nostri armatori che quest'estate hanno provato diversi Cyclades e Oceanis e non hanno riportato problemi di sorta. C'è una flotta di Oceanis a Cuba e hanno attraversato l'Atlantico in perfetta tranquillità e per quanto preferiremmo una costruzione piu' pesante, ci rendiamo conto che è giusto anche fare barche pensate per mari tranquilli... Specie per il charter. Stupendo, a dir poco, sempre ovviamente nell'ambito della categoria dove è essenziale evitare il maltempo, l'Oceanis 46, con alcune soluzioni finalmente innovative. Il pozzetto è molto rialzato e amplio, e per quanto questo significhi meno protezione agli elementi e al maltempo (che d'estate cerchiamo di scansare), lascia spazio per due cabine di poppa dove si puo' dormire in entrambi i sensi, quindi anche con la testa verso poppa, senza soffrire di claustrofobia come nel vecchio loculo. Se avessero anche spostato le appliques per la luce sarebbe stato perfetto, ma il diavolo, si sa, è nei dettagli. Altra soluzione dell'Oceanis il lavandino sotto la scaletta di accesso. Esteticamente ottima specie per chi non sopporta la vista dei rubinetti in perenne primo piano, e molto pratica dal momento che quello spazio era perennemente sottoutilizzato. Il motore non soffre eccessivamente in accessibilità. Molto bella la dinette, con cucina ad angolo, come si conviene. Disponibile a 4 cabine per il charter, con le due cabine a prua affiancate, 4 letti matrimoniali. Vedi anche il nostro file completo. Ecco la zona cucina:
Jeanneau. Sembra che Beneteau, proprietaria del cantiere, non applichi a questo marchio lo stesso sforzo e non ci ha entusiasmato eccessivamente. E’ vero, il 49DS è una villa galleggiante, anche se l’interno è tutto un gradino e girare solo in calze equivale a corteggiare il disastro, non c’è da stupirsi se al salone han messo i sovrascarpe antisdrucciolo. Il modello presentato era l’armatoriale, ovvero con la cabina di poppa grande. Ebbene, un disastro. Il pozzetto è proprio sopra il letto, e la sensazione di claustrofobia è molto, molto forte. Ma il top è che una stessa cabina ha due bagni, entrambi piccoli e senza doccia. Non sto scherzando… E’ indubbiamente una forzatura dovuta al fatto che la versione che tira di più è quella a 5 cabine, con le due classiche a poppa divise dalla mitica paratia ‘antiprivacy’. Certo, è una reggia, ha una bellissima cucina e per il charter è eccellente, specialmente per una famiglia numerosa. Resta un peccato che i divani della dinette siano ancora troppo rotondi, e quindi inutili come cuccette supplementari. Ci auguriamo seriamente che tali oscenità spariscano per sempre.
Il cantiere resta il principale esponente della scuola ‘nascondi il winch’: in caso di virate sportive o in situazioni di emergenza, non si capisce bene come si deve affrontare il verricello. Vediamo… laschiamo il fiocco… ginocchio sul sedile del pozzetto, peso ben sbilanciato all’infuori dello stesso e relativo dolore sciatico, poi mano destra sulla scotta e sinistra sul tamburo, con conseguente colpo all’ulna visto che praticamente solo lo strozzascotte sporge dal ‘buco’, allora si prova ad alzare il gomito sinistro sperando che l’omero non si incartocci con la scotta, poi allora il timoniere ci chiede se stiamo bevendo il tè e molliamo tutto sperando che la scotta non si incastri tra la base del verricello e la tuga, perché sennò son cavoli amari. Poi lo skipper ci dice che è troppo, ovviamente, e bisogna cazzare, quindi si infila la manetta e si gira, ma facendo bene attenzione perché il timone è così vicino che si può usare solamente un braccio, quello sopravvissuto dalla lascata, e i colpi al gomito non si conteranno. Guardate sul sito dove sono i verricelli, non sto scherzando! Assolutamente da non comprare per una traversata… ideale per chi ama la barca come una spiaggia, senza ammenicoli vari che ingombrino la strada dove ci si può far male. Se adorate prendere il sole, è la vostra scelta ideale. Il 45, bisogna dirlo, è un bel 4 cabine, razionale e spazioso, a buon mercato, perfetto per un gruppo di ragazzi in vacanza. Poi non è eccessivamente leggera, anzi, promette una navigazione sicura. Belle in generale le linee dei Sun Odyssey normali. E pozzetti davvero comodi, anche se alti:
Hanse ha messo in piedi una fabbrica immensa e modernissima, capace di sfornare oltre 1000 barche all’anno (contro le 30 che produce Oyster), è pioniera negli interni minimal, ha linee accattivanti, buone prestazioni, due verricelli di serie e una lista di optional lunga come l’elenco telefonico di Londra. Al salone è stata soprannominata la ‘barca Ikea’. Però piace e non c’è da stupirsi. Barca estiva e fresca, ideale per un charter ad agosto senza spendere cifre assurde e facendo un bel figurone. Magari sbatacchiando sulle onde si perderà l’allineamento delle porte, ma la barca in fondo non è vostra. Per citare il cantiere stesso: ‘Il minimo che da il massimo’, la filosofia del ‘senza fronzoli’. Quest'anno abbiamo provato il 400 e uno dei nostri skipper ha cercato di tenere insieme i pezzi del 540 che tendono a staccarsi con facilità. Stendiamo un velo pietoso sulla tecnica che non ti permette di aprire il pagliolo senza uno di quegli strumenti che usano i piastrellisti.
Veniamo alle regine del salone lanciate quest'anno.
La padrona di casa è senza dubbio l'Oyster 54, che costa come una portaerei ed è altrettanto robusta. E' onestamente il massimo, specie per la cucina che resta la nostra preferita in assoluto. pero' continuiamo a trovare scandaloso il fatto che i progettisti fanno di tutto per far si che sia difficile andare a vela. Stavolta non solo i verricelli, come da tradizione Oyster, sono a una gomena da pozzetto, e oltre gli ostacoli. Ma anche è praticamente impossibile stare al timone, visto che l'enorme cabina di poppa travalica a circa una scarpa e mezza dalla ruota. ma, diciamo noi, come diavolo si fa??? E tanto rispondono solo che ogni barca è frutto di un compromesso. Si, ma il timone? Beh, consoliamoci in cucina:

Alta gamma. Sono quindi rari i compromessi tra barche di alta e bassa gamma, sempre i soliti i cantieri che possono sfornare numeri da economie di scala, e i cantieri artigianali di alta gamma e tradizione. Uno dei pochi è la X yachts danese, presente con lo splendido X45c. Non è una pallottola come il 50, è una barca da crociera completa, con lo specchio di poppa vasto e da goletta, ma è costruita benissimo, curata nei dettagli, ricchissima di accessori (la lavatrice nascosta dietro la doccia della cabina di prua è inclusa nel prezzo, la lavapiatti no) che ti viene voglia di spendere subito quelle 345 mila sterline piu' iva e poi andarci a vivere sopra. Il ponte in teak, 9 millimetri, è di serie. Ecco la dinette:

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